Da fine maggio, finalmente, i capperi delle Eolie saranno considerati ufficialmente un prodotto gastronomico DOP. La Commissione Europea ha accettato la richiesta dei produttori siciliani per difendere e proteggere questa eccellenza da falsi, truffe e prodotti di qualità più scadente.

Il commento di Aldo Natoli

La notizia è stata ricevuta con favore e commentata in modo entusiasta da Aldo Natoli, presidente dell’associazione di produttori di capperi delle Isole Eolie.

Il presidente ha giudicato in maniera positiva la decisione della Commissione Europea, evidenziando come il riconoscimento possa contribuire a moltissimi passaggi della produzione.

Da un lato i coltivatori saranno maggiormente incentivati a produrre prodotti di altissima qualità, che rispettino le normative necessarie al mantenimento della certificazione e che soddisfino ancor di più i clienti. Dall’altro la tutela di un marchio così prestigioso difenderà i consumatori da truffe e prodotti scadenti che si possono trovare sul mercato a costi decisamente più contenuti.

A suo parere tutta la regione beneficerà del riconoscimento, incrementando investimenti e progetti di tutela e valorizzazione del mercato agricolo e delle sue eccellenze.

La popolarità dei capperi delle Eolie

cappero eoliano dop

La pianta del cappero viene coltivata in tutta l’area del Mediterraneo, ma è alle Isole Eolie che raggiunge la sua massima qualità. Richiede pochissima acqua, ed è per questo che cresce spontaneamente in luoghi secchi e caldi come la Sicilia.

In estate i boccioli del fiore sono pronti per la raccolta e la conservazione, che avviene generalmente sott’olio, sott’aceto o sotto sale.

Nella tradizione eoliana, il cappero viene utilizzato per insaporire prelibati secondi di pesce, ma nulla vieta ai più creativi di sperimentare il suo gusto accostato alla carne, ai primi piatti -magari con le olive, un prodotto tradizionalmente utilizzato insieme ai capperio-, alle verdure, per esempio nella caponata, nelle focacce o nel condimento della pizza.

I coltivatori non sprecano nemmeno una foglia dell’intera pianta: i frutti, di sapore più delicato, possono essere macerati in olio o sale, e le foglie più tenere bollite per qualche minuto e consumate in insalate fresche. Cortecce e radici sono impiegate nella tradizione erboristica per preparati anti-ossidanti, grazie all’azione della quercetina, un flavonoide abbondante in Capparis spinosa.

Come usare i capperi eoliani

Il consiglio è quello di sciacquare accuratamente i capperi eoliani prima dell’uso: scolandoli dal condimento usato per la conservazione e passandoli in abbondante acqua fresca sarà possibile eliminare la parte più pungente del sapore e l’eccessiva sapidità.

Non abbondare in ogni caso con il sale nella preparazione: quello usato per la macerazione sarà più che sufficiente per rendere saporitissimo il piatto!

Spread the love

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi