Trekking a Salina: Monte Fossa delle Felci, Pollara e le passeggiate tra i borghi

Salina è l’isola più verde delle Eolie e la più adatta a chi ama camminare. Due antichi vulcani, il Monte Fossa delle Felci e il Monte dei Porri, ne disegnano il profilo e occupano circa metà del territorio, protetti dal 1984 dalla riserva naturale orientata Le Montagne delle Felci e dei Porri. Sentieri, mulattiere e strade di campagna collegano i paesi, le vigne di malvasia e i punti panoramici da cui si vedono tutte le altre isole.

Monte Fossa delle Felci, la cima delle Eolie

Con i suoi 962 metri il Monte Fossa delle Felci è la vetta più alta dell’arcipelago. Il sentiero più frequentato parte da Valdichiesa, la sella tra i due monti nel territorio di Leni, accanto al santuario della Madonna del Terzito. La salita è regolare, tra castagni, pini e felci che danno il nome alla montagna, e richiede circa due ore a passo tranquillo, con un dislivello di oltre seicento metri. Dalla cima, nelle giornate limpide, si vedono Lipari e Vulcano, Panarea e Stromboli, Filicudi e Alicudi e, verso sud, la costa siciliana con l’Etna.

Chi vuole un percorso più lungo può salire da Santa Marina Salina o scendere sul versante di Malfa, organizzando il rientro con i bus di linea che collegano i paesi.

Monte dei Porri e Pollara

Il Monte dei Porri, alto poco più di 860 metri, ha la forma di cono più regolare dell’isola ed è quello che si vede in tante fotografie di Salina scattate dal mare. I sentieri che lo aggirano portano verso Pollara, il borgo affacciato sul cratere di un vulcano sprofondato in mare, famoso per il tramonto e per le scene del film Il Postino. La spiaggia sotto la falesia è stata più volte chiusa per il rischio di crolli: prima di scendere conviene verificare i divieti in vigore.

Passeggiate facili

Non tutte le camminate richiedono allenamento. Da Santa Marina Salina una strada lungo la costa porta in circa mezz’ora a Lingua, il borgo di pescatori con il faro e il laghetto salato che un tempo era una salina; la storia del paese è raccontata in Lingua, un borgo di pescatori. Tra Malfa e Leni le stradine di campagna attraversano vigneti e coltivazioni di capperi, con le cantine che in molti casi accolgono i visitatori su prenotazione.

Quando andare e cosa portare

I mesi migliori sono aprile, maggio, giugno e da metà settembre a ottobre, quando le temperature sono miti e la macchia mediterranea è in fiore o si prepara all’autunno. In piena estate conviene partire all’alba e rientrare prima delle ore più calde, perché lungo i sentieri le fonti d’acqua sono rare. Servono scarpe da trekking, almeno un litro e mezzo d’acqua a testa, cappello e protezione solare; per la discesa al tramonto, una torcia.

Per organizzare il soggiorno ci sono le guide su cosa vedere a Salina, dove dormire e dove mangiare sull’isola; per le altre attività sportive nell’arcipelago, sport alle Eolie.

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