Tra gli di carattere culturale e religioso più attesi delle sette isole c’è la , che va in scena tutti gli anni il 24 agosto e intende celebrare il patrono di Lipari e il protettore di tutto l’arcipelago: San Bartolomeo, appunto.

Questo evento folcloristico e religioso coniuga in un armonico abbraccio sacro e profano attirando fedeli da tutte le Eolie e turisti curiosi: la Festa S. Bartolo a Lipari è una kermesse attesa a cui non si può mancare, con la processione della statua del santo che prevede la presenza del cosiddetto vascelluzzo.

Si tratta di un reliquiario in argento che contiene al proprio interno ben 30 chili di argento e 2 chili di oro: realizzata con pregevole fattura dall’oreficeria di Palermo Perricone-Marano, comprende una piccola statua di San Bartolomeo, pesante 1 chilo e 100 grammi e interamente realizzata in oro, e la celebre teca che ospita il frammento di pelle. La statua e il vascelluzzo vengono portati a spalla dalle diverse confraternite che prendono parte alla Festa di San Bartolo: l’evento si conclude con i fuochi d’artificio che si specchiano sulle acque del mare.

Le origini della festa di San Bartolo

La festa di San Bartolo alle Eolie affonda le radici in tempi antichi, visto che risale addirittura al VI secolo dopo Cristo: a distanza di tanti secoli è, ancora oggi, un appuntamento imperdibile non solo per i residenti, ma anche per i turisti che frequentano l’arcipelago nel periodo tra il 21 e il 24 agosto. In realtà non è questa la sola occasione nella quale gli isolani celebrano il protettore delle Eolie: altre ricorrenze importanti sono quelle del 13 febbraio, quando avviene la prima traslazione del corpo, e del 5 marzo, per commemorare i contadini che negli anni ’20 del XIX secolo riuscirono a sfuggire all’epidemia di peste. Anche il 16 novembre viene evocato Bartolo, per ringraziare il pericolo scampato durante il sisma del 1824.

La storia di San Bartolomeo

La Festa S. Bartolo a Lipari intende far conoscere la storia di Bartolomeo, che era un apostolo di Gesù e che giunse a diffondere il suo verbo fino alla Mesopotamia e poi in India. Proprio nel corso delle sue predicazioni in terra asiatica fu scuoiato vivo dai pagani, dopo essere stato messo in prigione. Le sue spoglie furono chiuse in un sepolcro che venne buttato in mare, ma la cassa invece di inabissarsi arrivò fino a Lipari, dove gli abitanti del posto la custodirono e la venerano tuttora.

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