Da novembre a marzo le Eolie smettono di essere una meta e tornano a essere 7 isole abitate. Il mare scende sotto i 15 gradi, buona parte delle strutture chiude, gli aliscafi si diradano e con il vento forte saltano le corse. Chi arriva in questi mesi trova qualcosa che d’estate non esiste, a patto di sapere a che cosa va incontro.
Questa pagina racconta com’è l’arcipelago fuori stagione, che cosa resta aperto, come funzionano i collegamenti e per chi ha senso venire. Per il confronto con gli altri mesi c’è la nostra guida su quando andare alle Isole Eolie, mese per mese.
Il clima da novembre a marzo
I numeri vengono dalla serie 2003-2020 della stazione di Leni, a Salina.
- Novembre, mare 19,5 gradi, massima media 19, 11 giorni di pioggia
- Dicembre, mare 16,5 gradi, massima media 16, 11 giorni di pioggia
- Gennaio, mare 15 gradi, massima media 14, 11 giorni di pioggia
- Febbraio, mare 14,5 gradi, massima media 14, 10 giorni di pioggia
- Marzo, mare 14,5 gradi, massima media 17, 9 giorni di pioggia
Fa freddo meno di quanto si pensi, perché il mare mitiga e le massime restano quasi sempre sopra i 14 gradi. Il fattore che cambia davvero le giornate è il vento, che in questi mesi soffia con continuità e che abbassa la temperatura percepita molto più di quanto dicano i termometri. Le piogge si concentrano proprio in questo periodo, con circa 2 terzi dei 760 millimetri annui distribuiti fra ottobre e marzo.
I collegamenti, il punto su cui si decide tutto
Fuori stagione aliscafi e traghetti passano a orari invernali, con corse molto meno frequenti. La riduzione pesa soprattutto su Alicudi, Filicudi e Panarea, che d’estate hanno più collegamenti al giorno e d’inverno scendono a poche corse, in certi casi non quotidiane.
Al calendario ridotto si aggiunge il mare. Con vento forte le corse vengono cancellate, e capita di restare fermi un giorno o due in attesa che il tempo giri. Per chi viaggia in questi mesi la regola pratica è una sola, cioè non programmare il rientro a ridosso di un volo. Un giorno di margine evita di trasformare una giornata di maltempo in un biglietto perso.
Gli orari invernali vanno controllati direttamente sui siti delle compagnie, perché cambiano di anno in anno. Per capire da quale porto conviene partire c’è la nostra pagina su come arrivare alle Isole Eolie.
Che cosa resta aperto
Lipari è l’isola che risente meno della stagione, perché ha una popolazione stabile di diverse migliaia di persone, gli uffici, l’ospedale, le scuole superiori e un certo numero di bar e ristoranti aperti tutto l’anno. Salina mantiene una vita propria sui 3 comuni, con una parte dell’offerta attiva anche d’inverno.
Vulcano e Stromboli si svuotano molto, pur conservando qualche struttura aperta. Panarea d’inverno è quasi deserta. Alicudi e Filicudi scendono a poche decine di residenti e a un’offerta ridotta a pochissimi esercizi.
Chi programma un soggiorno fuori stagione deve quindi telefonare prima, perché gli orari pubblicati online valgono per la stagione e non dicono niente su gennaio. La nostra guida su dove dormire alle Isole Eolie serve come punto di partenza, con la verifica diretta che resta indispensabile.
Le isole d’inverno viste da chi ci vive
Il modo più diretto per capire che cosa significhi l’inverno qui riguarda i servizi. Ad Alicudi, dove non esiste una rete stradale carrabile e gli spostamenti avvengono su sentieri e scalinate, la riduzione dei collegamenti cambia la vita quotidiana, perché una visita medica, una pratica o una consegna richiedono un viaggio verso Lipari o verso la costa. Lo abbiamo raccontato nella ricognizione su servizi, trasporti e costi di una casa ad Alicudi.
La stessa dinamica riguarda la scuola. A Ginostra, la frazione di Stromboli che si raggiunge solo via mare, la primaria ha riaperto dopo oltre vent’anni per una sola alunna, mentre a Filicudi una ragazzina di 10 anni non ha potuto cominciare l’anno perché mancava la docente. Ne abbiamo scritto nell’articolo su la scuola di Ginostra che riapre per una sola alunna.
Per chi ha senso venire d’inverno
Ha senso per chi cammina. I sentieri che d’agosto si percorrono all’alba per il caldo, in inverno si fanno a qualsiasi ora, e la vegetazione dopo le piogge è un’altra cosa rispetto al giallo di fine estate.
Ha senso per chi vuole vedere Stromboli. Le esplosioni si vedono molto meglio col buio, e d’inverno il buio arriva presto e non c’è nessuno intorno. L’accesso alle quote alte è regolamentato e dipende dall’attività del vulcano, quindi le condizioni del momento vanno verificate prima di partire.
Ha senso per chi viene a mangiare. Fuori stagione si mangia dove mangiano i residenti, con una cucina che smette di essere quella da terrazza estiva.
Ha senso, infine, per chi guarda ai costi. Fra gennaio e marzo i prezzi degli alloggi sono una frazione di quelli di agosto, e lo stesso vale per i traghetti.
Per chi invece non ha senso
Chi viene per il mare non deve venire. A 14,5 gradi il bagno è per pochissimi, le spiagge sono spesso battute dal vento e i servizi balneari sono chiusi.
Non ha senso nemmeno per chi ha pochi giorni e un volo da prendere, perché il rischio di restare bloccati è reale e concentra tutto il viaggio sull’ansia del rientro. E non ha senso per chi vuole il giro delle 7 isole, perché con i collegamenti invernali costruire un itinerario che le tocchi tutte diventa complicato e, su alcune tratte, impossibile.
Come organizzare un soggiorno invernale
- Scegliere Lipari come base, perché ha i collegamenti migliori e la maggiore offerta aperta tutto l’anno
- Telefonare a strutture e ristoranti prima di partire, senza fidarsi degli orari pubblicati online
- Tenere almeno 1 giorno di margine prima di un volo
- Portare scarpe da cammino, una giacca antivento e qualcosa per la pioggia
- Controllare gli orari invernali delle compagnie di navigazione poco prima della partenza
- Considerare un’unica isola invece di un itinerario, lasciando il giro completo alla bella stagione




