A Ginostra, la frazione di Stromboli che si raggiunge soltanto via mare, da settembre la scuola primaria ha riaperto dopo oltre vent’anni di chiusura. L’alunna iscritta è una sola. Nello stesso periodo, a Filicudi, una ragazzina di 10 anni non ha potuto cominciare le lezioni perché mancava la docente tutor.
Le 2 vicende raccontano la stessa cosa, cioè che nelle isole minori dell’arcipelago la scuola esiste finché esiste un insegnante disposto a trasferirsi, e che questo equilibrio si rigioca ogni settembre da capo.
La riapertura di Ginostra rientra nel piano 2026/2027 dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia per la provincia di Messina. La frazione conta fra i 30 e i 40 residenti, mentre l’isola di Stromboli ne ha circa 500 stabili, e l’unica bambina in età scolare ha appena compiuto 6 anni.
La richiesta di regole stabili per le piccole isole
Sui 2 casi è intervenuto il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani. Il presidente Romano Pesavento ha chiesto di smettere di affidarsi alle deroghe concesse di anno in anno e di costruire una cornice normativa permanente per le scuole delle piccole isole.
Le richieste sono concrete. Un modello organizzativo che garantisca continuità del personale, sostituzioni rapide e una gestione adeguata delle pluriclassi. L’uso del digitale come supporto alla didattica in presenza e non come sostituto abituale dell’insegnante assente. E una valutazione del costo di queste scuole che tenga dentro anche gli effetti indiretti, cioè lo spopolamento, il trasferimento delle famiglie e la perdita dei servizi essenziali che segue sempre la chiusura di un’aula.
Al nodo si aggiunge quello del personale originario dell’arcipelago. Molti docenti eoliani lavorano nelle scuole del Nord e chiedono da tempo corsie dedicate per rientrare, una richiesta che riguarda tutte le isole minori italiane.
Perché una cattedra scoperta pesa così tanto
Per capirlo conviene guardare come funziona la vita quotidiana nelle isole più piccole dell’arcipelago. Ad Alicudi, la più occidentale, non esiste una rete stradale carrabile ordinaria. Gli spostamenti avvengono lungo sentieri, mulattiere e scalinate, e la distanza di una casa dal porto si misura in gradini oppure in minuti di cammino.
Alcune abitazioni distano poche centinaia di gradini dall’approdo, altre richiedono 30 minuti, 45 minuti oppure circa un’ora a piedi. La spesa, un elettrodomestico, i materiali di un cantiere arrivano via mare e poi salgono lungo il versante. L’acqua dipende dalle cisterne e i collegamenti con Filicudi, Lipari e Milazzo cambiano con la stagione, diradandosi d’inverno. Chi vuole farsi un’idea precisa può leggere la nostra ricognizione su quanto costa e che cosa comporta comprare casa ad Alicudi, dove servizi, trasporti e logistica sono descritti nel dettaglio.
In un contesto simile una famiglia con figli piccoli prende una decisione sola e definitiva. Se la scuola c’è si resta, se la scuola non c’è ci si sposta a Lipari o sulla costa, e quasi mai si torna indietro. È il meccanismo che in cinquant’anni ha svuotato Alicudi, Filicudi e Ginostra.
Una riapertura che vale come precedente
La scuola di Ginostra riapre in un momento in cui le isole minori italiane discutono di presidi sanitari, collegamenti e connessione a internet, cioè delle condizioni che permettono a qualcuno di scegliere di restare.
Un’aula aperta per una sola alunna è un investimento sproporzionato se si guarda soltanto al rapporto fra costo e numero di iscritti. Diventa un’altra cosa se si considera che senza quell’aula la frazione perde la sua unica famiglia con bambini in età scolare. La richiesta di regole stabili nasce da questo.
Per chi conosce queste isole solo d’estate, il contrasto è netto. Filicudi e Alicudi d’agosto si riempiono, e il resto dell’anno la popolazione si riduce a poche decine di persone. Chi vuole vederle fuori stagione trova indicazioni nella nostra guida su che cosa vedere a Filicudi fra borghi, archeologia e mare.



