Barbara Calabresi è custode, presso l’isola di Panarea – sin dal 1978 – di un’antica arte ereditata da sua madre Elsbeth: la tintura vegetale di filati naturali e pregiati e la loro successiva tessitura con il telaio manuale.

Con questi bio-tessuti, vengono realizzati degli esclusivi capi di abbigliamento – come scialli, poncho, pantaloni e maglie tricot – disegnati dalla stessa Barbara. Insomma un processo produttivo che dirige con maestria e sapienza in ogni singola fase.

Quest’arte – tramandata di madre in figlia – si è poi nutrita del fascino e degli elementi naturali dell’isola: un mix di ingredienti che esercitano un grande fascino su chiunque entri nel laboratorio tessile “Penelope”.

I colori eco-sostenibili

I colori di cui Barbara si serve sono tutti rigorosamente naturali: li ottiene da elementi tipici della vegetazione isolana, come – ad esempio – le foglie della salvia, dell’olivo e dell’eucalypto, i fiori della ginestra, l’hibiscus, i fiorellini di malva, le brattee della bouganville, le bucce di melograno e le bacche di mirto.

Ciò significa che i capi che realizza oltre a essere unici, raffinati e caratterizzati da tinte di rara bellezza sono anche eco-friendly: un valore aggiunto, non da poco!

Se passate da Panarea è d’obbligo, dunque, lasciarsi tentare dalle creazioni di questa moderna Aracne, che incarnano alla perfezione la bellezza dell’isola eoliana, dove il tempo è ancora cadenzato dai ritmi della natura.

La scuola, i viaggi, le nuove sfide

Barbara, che ha studiato lingue e che per vocazione è una viaggiatrice, di ogni luogo visitato ha carpito sfumature e atmosfere, che ha poi rivisitato e reinterpretato abilmente nelle sue produzioni tessili.

Ma perché tra tanti posti nel mondo ha scelto come dimora un’isoletta di poco più di tre chilometri quadri e che di inverno è abitata da una manciata di persone? Questa piccola e incantevole terra in mezzo al mare, che in estate si trasforma in una prestigiosa vetrina mondana, rappresenta per l’artigiana il luogo ideale per fondersi con la natura circostante e per lasciarsi ispirare da essa.

 

Pur avendo avuto importanti riconoscimenti e prestigiosi clienti, Barbara non ha ancora smesso di imparare: sta infatti approfondendo l’innovativa tecnica dell’ecoprinting, ovvero la stampa su tessuto realizzata con prodotti vegetali e le tecniche di riciclo, trasformazione e riuso di diversi materiali.

Arte e terapia

Se le chiedi quale sia stato il momento più emozionante della sua carriera, non ti farà il nome di personaggi altisonanti – che pure sono passati dal suo laboratorio – ma ti racconterà di quando tenne un corso con gli ospiti di una casa di cura psichiatrica:  è stato in quel momento che la propria opera le è parsa davvero completa, ovvero quando ha preso consapevolezza del fatto che essa aveva anche una importante valenza terapeutica.

Persa dietro alle nuvole e ai suoi intrecci, Barbara crea con passione autentica ogni singolo capo, che rispecchia alla perfezione l’eleganza eterea, la bellezza che non si lascia intrappolare in uno schema e lo stile che solo un’anima libera e che non si fa tentare dall’esibizionismo fine a se stesso riesce ad esprimere.

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