Il coronavirus alle Eolie per il momento non è ancora arrivato (e la speranza è che non ci arriverà mai, anche grazie alla posizione relativamente isolata dell’arcipelago siciliano). È bene mettere in evidenza, però, che allo stato attuale i necessari controlli non vengono ancora eseguiti: come si può intuire, si tratta di una mancanza che può mettere a rischio tutta la popolazione.

Un altro problema da non sottovalutare ha a che fare con la mancanza di un presidio sanitario attrezzato. A Lipari c’è un solo ospedale, che però non può essere considerato pronto per una eventuale gestione delle emergenze: si è visto in tutta Italia che i ricoveri nelle terapie intensive sono indispensabili per migliaia di pazienti che non possono prescindere dalla respirazione assistita, ma macchinari di questo tipo sono del tutto assenti sia a Lipari che, ovviamente, nelle altre isole.

Una situazione di allarme

Nel caso in cui si presentasse il coronavirus alle Eolie, insomma, la situazione non sarebbe lontana dal risultare drammatiche: le guardie mediche presenti sulle isole dell’arcipelago non sono minimamente attrezzate per far fronte a una eventuale diffusione dell’epidemia, e mancano tutti i dispositivi medici necessari.

Per questo motivo, la sola arma a cui ci si può affidare è quella della prevenzione, che consiste in un piccolo sacrificio che porti a cambiare per qualche giorno il proprio stile di vita.

Come reagire all’emergenza

Per fare in modo che il coronavirus alle Eolie non si diffonda e non si tramuti in una catastrofe, non c’è altro modo che adattarsi alle contingenze e alle esigenze di questi giorni di clausura, in attesa che possano essere adottati ulteriori provvedimenti. In effetti sono già state reclamate decisioni in tal senso: la richiesta di potenziare l’organico dell’ospedale di Milazzo è sempre più pressante, al di là dei numeri che si registrano in condizioni di normalità. In più, sarebbero opportuni più controlli nel porto di Milazzo.

Nel frattempo, da oggi e fino a data da destinarsi è sospeso il collegamento tra Milazzo, le Eolie e Napoli attraverso la nave Laurana: un modo per isolare l’arcipelago e far sì che il virus non si propaghi. Ogni precauzione è utile, insomma, tra le misure di contenimento del virus.

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Nessun controllo sanitario, la polemica

La decisione di oggi segue le polemiche dei giorni scorsi relative al fatto che sulla tratta tra Napoli e le Eolie non siano stati compiuti controlli sanitari: una circostanza che aveva portato Matilde Siracusano, deputata di Forza Italia, a rivolgersi al Prefetto di Messina per chiedere che venissero predisposte tutte le verifiche del caso. Siracusano ha ringraziato il prefetto Carmela Librizzi per l’impegno profuso nella lotta alla diffusione del virus, ma soprattutto per porre l’accento su quella che può essere definita senza alcun dubbio una situazione molto grave.

Le parole della deputata

La parlamentare siciliana, preoccupata per un eventuale arrivo del coronavirus alle Eolie, ha notato come il diffondersi della malattia venga gestito con enormi difficoltà nelle regioni del Nord, che pure possono contare su un sistema sanitario all’avanguardia: facile capire che al Sud, e in Sicilia in particolare, le conseguenze potrebbero essere ancora più gravi.

Siracusano ha parlato di numerose segnalazioni relative alla mancanza di controlli della temperatura corporea per coloro che dal porto di Napoli sono partiti in direzione delle Eolie: non se ne sarebbero occupati né i vettori né nessun altro soggetto abilitato. Nel frattempo sono più o meno 16mila le persone che sono giunte dal Nord e che si sono dichiarate alle autorità per poi affrontare un periodo di isolamento in quarantena.

L’allarme di Stromboli

E sempre in tema di allarmi per l’arrivo del coronavirus alle Eolie, gli abitanti di Stromboli hanno scritto al capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per sottolineare la situazione di crisi che l’isola potrebbe vivere. Il dito è stato puntato contro una troupe televisiva che è giunta dal Nord Italia senza prima essere stata sottoposta ad alcun controllo.

I firmatari della missiva, più di 100, sottolineano che l’isola sarebbe indifesa di fronte a una potenziale diffusione del coronavirus, e soprattutto senza protezione. Sempre nella lettera si evidenzia come la popolazione locale sia assolutamente ignara delle indicazioni che devono essere rispettate e seguite per prevenire il contagio, mentre i medici in turnazione presso la guardia medica non dispongono di guanti, ma possono usare solo tre mascherine (su un totale di sette dottori). Insomma, la preoccupazione è tanta, e la paura è che l’incubo debba ancora iniziare da queste parti.

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