Vulcani delle Eolie: quanto sono pericolosi e cosa sapere prima di partire

Le Eolie sono nate dai vulcani e due di loro, Stromboli e Vulcano, sono ancora attivi. Questo non rende l’arcipelago una meta a rischio: le isole sono tra le aree vulcaniche più studiate al mondo, con una rete di sensori gestita dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e livelli di allerta stabiliti dalla Protezione Civile. Serve però sapere come si comportano i due vulcani e quali regole valgono per chi va a vederli da vicino.

Stromboli, il vulcano sempre acceso

Stromboli è in attività quasi continua da circa duemila anni. Le piccole esplosioni che lanciano lapilli e brandelli di lava dai crateri si ripetono a intervalli di pochi minuti e sono lo spettacolo che attira i visitatori, soprattutto di sera, quando si vedono anche dal mare. Più volte l’anno si verificano esplosioni maggiori, che lanciano blocchi e bombe vulcaniche sulla parte alta del cono.

I fenomeni davvero pericolosi sono più rari. I parossismi sono esplosioni improvvise e violente che possono proiettare materiale fino a chilometri di distanza: quello del 5 aprile 2003 raggiunse le zone abitate, e il 3 luglio 2019 un evento simile costò la vita a un escursionista. Il 30 dicembre 2002 una frana lungo la Sciara del Fuoco, il pendio su cui scorre la lava, provocò un maremoto che danneggiò le coste dell’isola. Per questi rischi Stromboli ha sistemi sperimentali di allerta con sirene, sia per i parossismi sia per i maremoti.

Secondo l’ultimo aggiornamento del Centro Monitoraggio Eolie il livello di allerta è giallo e l’accesso alle quote sommitali è vietato da un’ordinanza del Comune di Lipari del 5 maggio 2025. Le escursioni con le guide vulcanologiche autorizzate si fermano a quote più basse, e dal mare si può osservare la Sciara del Fuoco nel rispetto delle distanze imposte alla navigazione. Le condizioni cambiano con l’attività del vulcano: prima di partire conviene consultare il bollettino del Centro Monitoraggio Eolie dell’INGV e le ordinanze comunali. Più notizie sull’isola nella guida su cosa vedere a Stromboli.

Vulcano, il cratere della Fossa

L’ultima eruzione di Vulcano risale al 1888-1890. Da allora il vulcano si manifesta con le fumarole del Gran Cratere, i gas che risalgono dal suolo e le acque calde vicino a Porto di Levante. Nell’autunno 2021 l’aumento delle emissioni di anidride carbonica e della temperatura delle fumarole ha fatto scattare l’allerta gialla, con restrizioni in alcune zone abitate vicino al porto e la chiusura del sentiero verso il cratere.

Il sentiero è stato riaperto nel 2023 con regole precise: accesso solo in determinate fasce orarie, un semaforo automatico che segnala se il percorso è aperto o chiuso in base alla concentrazione dei gas, divieto di salire da soli e obbligo di restare sul tracciato. Anche qui le disposizioni possono cambiare da una stagione all’altra, per cui è bene informarsi sul posto. Per il resto dell’isola c’è la guida a Vulcano; per le emergenze sanitarie, le informazioni sulla guardia medica di Vulcano.

Le altre isole

A Lipari l’ultima attività risale al Medioevo, con le colate di ossidiana delle Rocche Rosse, ancora ben visibili nella parte nord-orientale dell’isola. Panarea è considerata quiescente, anche se nel novembre 2002 il mare a est dell’isola fu agitato da una forte emissione di gas dai fondali. Salina, Filicudi e Alicudi sono vulcani spenti da migliaia di anni, e oggi la loro origine si legge soprattutto nei profili delle montagne e nel colore scuro delle rocce.

In pratica

Per una vacanza alle Eolie il rischio vulcanico riguarda soprattutto chi vuole salire sui crateri. Le regole di base sono poche: seguire le indicazioni delle autorità, affidarsi alle guide dove sono obbligatorie, non uscire dai sentieri segnati, portare acqua, scarpe da trekking e una torcia se si cammina al tramonto. Chi soggiorna a Stromboli trova in albergo e sul sito della Protezione Civile le indicazioni sul comportamento da tenere in caso di allarme.

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